Il giornale delle Associazioni

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giovedì 29 gennaio 2015

Ma dove andremo a finire ( da vedere fino in fondo specialmente chi sà un pò di inglese)




Europa unita

martedì 27 gennaio 2015

Guadagnare da casa e' possibile???

   

giovedì 22 gennaio 2015

IL SISTEMA BANCARIO SPIEGATO AD UN BAMBINO.flv





   

Marine le Pen "Uscire dall'Euro" - intervista Giulia Innocenzi - (Serviz...







Uscire dall'Euro e tornare alla Lira per salvare l'Italia









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BOLKESTEIN: L'EURO E' FALLITO!









ITALIANO, ADESSO PARLI ANCORA? Ecco quanto costa la vita in Germania!









COME SI ESCE DALL'EURO? Intervista a Claudio Borghi









L'Islanda risolve la crisi ma i media non ne parlano

martedì 20 gennaio 2015

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lunedì 19 gennaio 2015

Piazza Affari chiude in deciso rialzo, bene banche e colossi energia.





Piazza Affari ha chiuso in deciso rialzo con il mercato che attende sempre di più il lancio del quantitative easing da parte della Bce, previsto per giovedì 22 gennaio. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo del 2,17% a 19.254 punti. Acquisti sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 4,46% a 9,61 euro, Popolare dell’Emilia Romagna l’1,20% a 5,04 euro, Popolare di Milano l’1,38% a 0,588 euro, Intesa Sanpaolo l’1,06% a 2,488 euro, Ubi Banca lo 0,82% a 5,545 euro, Unicredit il 2,26% a 5,195 euro. Ben comprati anche i due colossi pubblici dell’energia: Eni ha mostrato un progresso del 2,36% a 14,33 euro, mentre Enel è avanzata del 2,10% a 3,694 euro. Brillante Finmeccanica (+3,55% a 8,46 euro) in attesa degli ultimi sviluppi nella partita per la cessione del polo trasporti. FCA (+1,85% a 10,45 euro) ha sfruttato i dati sulle vendite di auto in Europa. Tonfo di WDF (-5,18% a 8,145 euro) all’indomani de lla presentazione del piano industriale 2015-2017.


Chiusura positiva per le principali Borse europee che hanno snobbato la situazione di Atene. Ma non per il listino elvetico. Le vendite si sono abbattute copiose sulla Borsa svizzera all’indomani della mossa della Swiss National Bank che ha deciso di togliere il tetto minimo di 1,20 al cambio euro/franco svizzero. La moneta unica ha continuato la sua discesa nei confronti del dollari violando al ribasso quota 1,15 per la prima volta dall’autunno del 2003. La prossima settimana porterà anche alle elezioni politiche in Grecia dove oggi Eurobank e Alpha Bank hanno chiesto accesso al fondo di emergenza della Banca centrale ellenica. A Francoforte il Dax ha guadagnato l'1,35% a 10.167,77 punti, il parigino Cac40 è avanzato dell'1,31% a 4.379,62 punti, il londinese Ftse100 è salito dello 0,79% a 6.550,27 punti mentre a Madrid l'Ibex35 ha mostrato un rialzo dello 0,56% a 10.038,90 punti.

Ruoli e competenze di un consulente assicurativo.




L' argomento è piuttosto difficile da affrontare. Personalmente non ho mai sopportato i tuttologi, semmai ho sempre stimato colleghi che si sono ritagliati una professionalità, in un determinato settore. Uno dei miei siti ( www.convenzioni-assicurative.it) è nato con l' intento di dirottare clienti e fornitori verso intermediari specifici. Presto sarà mia premura riadattare il sito in modo più specifico e tecnico. Il mondo assicurativo è molto vario, troppo per permettere che un unico soggetto sia capace di stare dietro a tutte le leggi che cambiano e tutte le offerte che proliferano. Le compagnie sono concentrate nel tagliare i costi dei venditori a favore di sedicenti direttori marketing, usufruendo di fondi destinati allo sviluppo delle campagne pubblicitarie delle compagnie invece che nella formazione tecnica dei distributori. E l' unica formazione su cui eventualmente puntano è sulla tecnica e persuasione di vendita, piuttosto che concentrarsi sulla creazione di professionisti specializzati nei settori dove le compagnie intendono sviluppare. Questo produce schiere di pseudovenditori che attraverso le loro capacità persuasive,  riescono a convincere il potenziale cliente, che il precedente venditore ha sbagliato  o ha raccontato cose non vere. L' errore a parer mio è nell' approccio. In Italia non è ancora concepita la figura del consulente che percepisce un emolumento per il lavoro svolto, per cui non si riesce a superare l' ostacolo del vincolo alla compagnia. E siccome la tentazione è a portata di mano perchè rinunciare ad una provvigione più alta?. Tutto si risolverebbe se il " cliente" potesse pagare il consulente per la prestazione, svincolandolo dal rapporto con le compagnie. Solo in questo modo si potrebbe ottenere il miglior rapporto tra cliente e fornitore poichè è opportuno ricordare che la posta in palio non è una fornitura di bulloni, o un partita di carta, ma la possibilità di "perdere" in un attimo, anni di lavoro e mettere a repentaglio il lavoro per diverse persone se una azienda non riesce a rimettersi  nel più breve tempo possibile in caso di sinistro. Indubbiamente questo approccio deve essere supportato da una serie di professionisti che devono essere a fianco del consulente quindi è necessario fare una distinzione tra piccole e grandi imprese. Infatti per i piccoli portafogli sarebbe antieconomico poter gestire l' operazione al meglio, dato l' esiguo costo degli importi. Ma non farlo per le grandi aziende è pura follia. Basti pensare che ci sono società specializzate che fanno relazioni per dare al consulente lo strumento per trattare attraverso il broker con le compagnie.


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venerdì 16 gennaio 2015

Corso di Tecniche Assicurative





Può sembrare incredibilmente assurdo, ma in periodi di difficoltà, nonostante le convinzioni popolari, chi ha un "Capitale" cerca di difenderlo. In borsa il FIB era nato con questo principio : chi aveva un portafoglio azionario distribuito in maniera equa tra le aziende presenti sul listino del MIB poteva coprire le crisi finanziarie proprio con il future sulla borsa. Poi purtroppo è stato creato il mercato della speculazione su un prodotto a difesa del capitale, ma questo è un altro film. Quindi un capitale o un bene mobile, in genere può essere tutelato attraverso uno strumento finanziario inserito nel contesto dei beni mobili. Per i beni immobili, dovrebbe essere il mercato assicurativo a preouccuparsi di tutelare l' evento incerto. Ovvero, a fronte di un pagamento, la compagnia si assume il rischio in modo mutuato, cioè raccogliendo secondo un indice di rischio, un importo spalmato su una statistica di rischio per cui è in grado di rimborsare un danno calcolando che questo abbia una incidenza in percentuale più bassa rispetto ai reali accadimenti. Se la differenza tra il presunto incasso e l' incidenza del reale avvenimento dell' accaduto, rimane sotto la soglia, la compagnia ne trarrà utile diversamente ne avrà una perdita. Questa è la teoria, la speculazione, in questo campo è dettata dalle clausole vessatorie, ovvero la capacità di scrivere i contratti di assicurazione in modo che l' incidenza del danno abbia il risarcimento più basso possibile. Questo genera l' ulteriore utile, aggiunto ad una eventuale tardiva liquidazione dell' eventuale sinistro, che genera una plusvalenza nelle casse e il gioco è fatto. Riassumendo: parto da un dato statistico, assumo il rischio cioè incasso denaro, promettendo di restituirlo a fronte di un evento incerto per cui il contratto viene stipulato, cerco di pagare il meno possibile e più tardi possibile. Ogni riferimento a cose o persone rimane puramente casuale. Dando per "buona" questa descrizione più o meno maccheronica, la domanda che mi sono posto, o meglio, la domanda che pongo a chi intende assicurarsi è :

COME POSSO FARE PER AUMENTARE LA LIQUIDAZIONE IN CASO DI SINISTRO E ACCORCIARNE I TEMPI ?

Personalmente suggerisco sempre la cosa più semplice del mondo : affidarsi ad un consulente che si occupa di studiare la posizione, redigere i testi del contratto e trattare con gli assicuratori (le compagnie) il costo. Aggiungo il fatto di avere una serie di consulenti capaci di utilizzare il contratto per ottenere il massimo risultato in nome e per conto del cliente. Purtroppo non sempre succede così. Perchè? beh.....io penso che le motivazioni possono essere molteplici: ignoranza, superficialità, mancato controllo dagli e degli organi istituzionali, carenza di professionalità e in particolar modo cultura generale totalmente arretrata del mercato. Il marketing fa il resto. Nei prossimi post cercherò di costruire un percorso che permetta di avere una visione leggermente più ampia del mercato assicurativo con le eventuali "scappatoie".






martedì 13 gennaio 2015

Chiusura in rialzo per piazza affari





Piazza Affari ha chiuso in rialzo una seduta nervosa dopo le pesanti perdite subite venerdì. La volatilità potrebbe continuare a persistere fino alla prossima settimana quando sono in programma due eventi chiave per l’Eurozona: la riunione della Bce (22 gennaio), che potrebbe lanciare il quantitative easing, e le elezioni in Grecia (25 gennaio), che creano incertezza sul futuro dell’intera zona euro. A far notizia è il nuovo strappo ribassista del petrolio, scivolato ai nuovi minimi dal 2009. E così a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,94% a 18.349 punti. Nuovo tracollo per Saipem (-9,71% a 7,205 euro) che è sprofondata sui minimi dal luglio del 2004. Negli ultimi dodici mesi il titolo della controllata di Eni ha praticamente dimezzato il proprio valore a Piazza Affari. Restando nel comparto energetico Enel (-0,40% a 3,446 euro) non ha sfruttato le parole dell’Ad Francesco Starace al Financial Times. Starace ha dichiarato che la cessione delle controllate in Slovacchia e Romania potrebbe avvenire entro giugno. Seduta positiva per Atlantia (+2,79% a 20,60 euro) che, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, avrebbe allo studio l’ingresso di altri investitori nel capitale di Autostrade per l’Italia. Bene Finmeccanica (+1,76% a 7,785 euro) dopo che la delegazione della cinese Insigma è stata ricevuta dai vertici del colosso pubblico nella sede di piazza Monte Grappa. Nel settore bancario le vendite hanno colpito in modo particolare le popolari: Banco Popolare ha ceduto il 2,03% a 8,915 euro, Popolare dell’Emilia Romagna l’1,75% a 4,805 euro, Ubi Banca lo 0,74% a 5,315 euro. Pesante anche Mps che ha lasciato sul parterre il 2,60% a 0,463 euro, mentre hanno chiuso in positivo Intesa SanPaolo (+2,19% a 2,326 euro) e Unicredit (+1,18% a 4,968 euro). Positiva FCA (+2,52% a 10,17 euro) con Sergio Marchionne che ha annunciato che nel 2015 le vendite del gruppo si attesteranno a 5 milioni di unità, mentre i target per l’esercizio 2014 non sono cambiati.


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Nonostante nuovi minimi del greggio, l’attesa di nuovi stimoli da parte della Banca centrale permette alle borse europee di iniziare l’ottava in territorio positivo. A Londra il Ftse100 ha chiuso piatto a 6.501,42 punti mentre l’Ibex è salito dello 0,81% a 9.797,5 punti. Guadagni superiori al punto percentuale per Cac40 (+1,18%) e Dax (+1,38%) che hanno chiuso rispettivamente a 4.228,24 e a 9.781,9 punti. In una giornata povera di indicazioni macro, in evidenza l’indice statunitense Lmci (Labor market conditions index), salito a dicembre da 5,5 a 6,1 punti. Nato ad ottobre 2014, l’indice, elaborato dalla Federal Reserve, rileva l’andamento del mercato del lavoro statunitense tramite l’analisi di 19 sottoindici.




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mercoledì 7 gennaio 2015

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Mancato il rimbalzo su piazza affari







Chiusura negativa per Piazza Affari dopo il tracollo della vigilia dettato dai timori di un'uscita dall'euro della Grecia e dal nuovo forte calo del petrolio. In chiusura il Ftse Mib ha segnato una flessione dello 0,25% a quota 18.143 punti. Tra i titoli in difficoltà spiccano diversi testimonial bancari, in particolare gli istituti popolari. In coda al Ftse Mib si sono infatti segnalate Banco Popolare (-4,72%), Bpm (-4,11%) e Bper (-3,77%). Segno meno anche per Snam (-0,46%) che ha incassato la bocciatura da parte di Ubs, con rating passato da buy a neutral. A fare la voce grossa oggi a Piazza Affari è stata Enel con un progresso dell’1,45% a 3,496 euro. Il titolo della principale utilities italiana è stato inserito da Ubs nella propria "Key Call Buy List" con prezzo obiettivo a 12 mesi di 5 euro. In parziale recupero Eni (+1,35%) protagonista di un tonfo di oltre l’8% in scia all’effetto petrolio e alla bocciatura arrivata da Cit igroup. In prima fila sul Ftse Mib anche Fca salita dell’1,58% a quota 9,615 euro. All’indomani dei positivi riscontri arrivati da oltreoceano con il superamento della soglia dei 2 milioni di veicoli venduti nel 2014, miglior anno dal 2006, Fca ha incassato la promozione di Morgan Stanley che ha alzato il prezzo obiettivo da 13 a 14 euro confermando il giudizio overweight.


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Chiusura in rosso per le principali Borse europee che hanno mancato il rimbalzo dopo i crolli del giorno prima. Anche ieri le quotazioni del greggio si sono mantenute in ribasso aggiornando i minimi dal 2009 con Wti sceso in area 48 dollari. Situazione di incertezza che ha sostenuto gli asset rifugio con il rendimento del Bund decennale sceso ai nuovi minimi storici in area 0,48%, mentre quello del Treasury è tornato sotto il 2%. A Francoforte il Dax ha ceduto lo 0,04% a 9.469,66 punti, il parigino Cac40 ha perso lo 0,68% a 4.083,50 punti, il londinese Ftse100 è arretrato dello 0,79% a 6.366,51 punti mentre a Madrid l'Ibex35 ha mostrato un ribasso dell'1,22% a 9.871,10 punti.

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