Il giornale delle Associazioni

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venerdì 27 novembre 2015

Heartbreaking message from man facing life with 'irreversible' brain dam...







Agghiacciante monito di un ragazzo che in un attimo ha perso la giovinezza. La forza d' animo di lanciare questo messaggio merita l' attenzione di tutti. La "finta gioia" di un attimo può provocare danni irreperibili.

domenica 25 ottobre 2015

AUTO IBRIDA : SI' o NO ?

 



Auto ibride: una motorizzazione a doppia anima 



Prima di tutto, un chiarimento: le auto ibride sono veicoli con un unico sistema di propulsione, ma a doppia motorizzazione. Sembra banale, ma molti automobilisti sono ancora oggi convinti che queste macchine siano una sorta di Transformer che può cambiare conformazione a seconda delle esigenze. Nulla di più sbagliato, ma di certo c’è un aspetto fondamentale: la tecnologia ibrida è una delle migliori invenzioni degli ultimi cinquant’anni. Altre precisazione: sebbene qualche ingegnere automobilistico forse non sarebbe del tutto d’accordo, molte persone inseriscono in questo insieme l’auto b i-fuel, ossia la vettura termico policarburante che può funzionare a benzina/gpl, benzina/metano, gasolio/kerosene, benzina/idrogeno. In realtà le auto ibride hanno una motorizzazione a doppia anima elettrica-termica. Il primo esemplare ibrido è stata la Toyota Prius, lanciata nel lontano 1997 e a oggi l’auto ibrida più venduta di sempre. 

Tipologie di auto ibride 

Le auto ibride possono essere classificate a seconda del grado di ibridazione e quindi della capacità del sistema di propulsione ibrido di immagazzinare l’energia elettrica:

 • full hybrid (ibridazione piena): motore e batterie permettono all’auto di viaggiare in autonomia elettrica, di solito a una velocità medio-bassa e per distanze limitate. Sono considerate perfette per l’ambiente cittadino, tanto per intenderci, ossia per chi deve guidare spesso in città e non deve farsi chilometrate assurde in autostrada.
 • mild hybrid (ibridazione leggera): la parte elettrica supporta quella termica e consente al veicolo di ottimizzare il viaggio, soprattutto in fase di accellerazione, migliorando consumi e prestazioni. • minimal hybrid (ibridazione minima): in parole povere “meno elettricità, più benzina”; in questo caso la percorrenza in modalità elettrica pura è fortemente limitata. 

E poi c’è un po’ di confusione, ma forse potremmo parlare di:

 • Microibride: sono le auto che hanno lo Stop&Start del propulsore termico, ossia quando sei al semaforo e la macchina si spegne, per poi accendersi subito dopo che hai premuto su accelleratore o frizione. 

Questa funzione è però tipica di altre tipologie di auto ibride (ma non solo), quindi a oggi questa definizione suona quasi “arcaica”.  


Tutto molto bello, ma… Perché comprare un’auto ibrida? 


Dati alla mano, le auto ibride hanno tre principali vantaggi:

1. I consumi possono essere molto ridotti e le prestazioni ottimizzate. 
2. La spesa iniziale è ammortizzata grazie al risparmio sull’acquisto del carburante.
3. Meno emissioni inquinanti: secondo alcune ricerche la quantità di C02 nell’atmosfera è ridotta addirittura del 70-80% in alcuni motori ibridi. 

In realtà c’è un altro tipo di vantaggio che l’automobilista italiano apprezza molto: il pagamento del bollo auto. L’importo viene infatti calcolato tenendo conto della potenza del motore termico, senza valutare i cavalli erogati dal propulsore elettrico. Insomma, il bollo costa meno con le auto ibride. E pensare che in cinque regioni italiane (Lombardia, Veneto, Lazio, Campania e Puglia) le auto ibride di nuova immatricolazione sono già esentate dal pagamento del bollo auto (ma solo per qualche anno). 

Altro fattore positivo sono le agevolazioni nel traffico cittadino: questi modelli possono spesso entrare nelle ZTL (Zona a Traffico Limitato) senza pagare alcun costo di pedaggio o pagando meno rispetto agli altri veicoli. Insomma, avere sempre il terrore di beccarsi una multa per la ZTL potrebbe diventare solo un brutto ricordo. Mica male, vero? 

Il mercato delle auto ibride è in aumento 


Proprio il 2015 sta segnando una prima vittoria delle auto ibride nel mercato italiano. A settembre scorso le vendite si sono attestate al 2%, contro l’1,4% di agosto: non sono numeri altissimi, ma rappresentano comunque un record e un trend in crescita. Si può quasi parlare di un monopolio gestito da Toyota e Lexus, visto che il 95% di queste quota è rappresentato da queste due case automobilistiche: nei primi nove mesi del 2015 hanno infatti registrato 18.000 immatricolazioni di auto Hybrid in Italia. 

Come riporta ANSA, “La più venduta a settembre è stata ancora una volta la Yaris, con 1.093 esemplari (ad agosto erano state 385), che conferma così la leadership dei mesi precedenti con un totale da gennaio di 8.983 unità. Va forte anche la Auris, recentemente rinnovata, che è stata acquistata da 1.061 automobilisti e che ha triplicato i numeri di agosto (351): dall’inizio dell’anno ha fatto segnare 6.187 consegne. Al terzo posto troviamo il primo Suv, il Lexus NX, con 264 pezzi, che si sommano ai precedenti 1.066 per un totale di 1.330 unità nei primi nove mesi del 2015″. 

Qual è il lato oscuro delle auto ibride? 


Queste meraviglie della tecnica hanno qualche tallone d’Achille. Il primo é che per chi percorre lunghi tratti autostradali non avverte un vero risparmio. Se percorriamo una strada per molti chilometri alla velocità di 130 Km/ora il propulsore impiegato sarà sempre quello a combustione. Il terreno ideale per questi veicoli è la città, dove frenate e ripartenze generano finalmente il risparmio tanto cercato. Sono molti i taxisti, ad esempio, che l’hanno adottata. 

Il secondo è il prezzo. Mediamente un’auto ibrida costa un 40% in più di una equivalente a benzina, per chi fosse intenzionato ad acquistarla deve calcolare bene i costi/benefici di questa scelta hi-tech. Teniamo anche della manutenzione, che è più costosa per via delle tecnologie messe in campo e per l’enorme dispiego di elettronica. 

Il terzo punto delicato è proprio la batteria, vanto della tecnologia ibrida. In caso di guasto l’intervento potrebbe essere molto oneroso e quindi non per tutte le tasche.  



Acquistare auto ibrida: sì o no? 

Se hai intenzione di acquistare un’auto ibrida, valuta attentamente se i tuoi slanci verso una tecnologia più green sia opportuna. Certo, i pro sono tanti, ma anche i contro esistono. Soprattutto quando si parla di mettere mano al portafogli. Poi c’è un altro aspetto: voci di corridoio indicano come lo scandalo delle auto diesel della Volkswagen sia solo la punta dell’iceberg. Pare infatti che presto ci saranno ulteriori controlli in diverse case automobilistiche, sebbene sia stato proprio questo diesel-gate a spingere la vendita delle ibride lo scorso settembre. 

Nei prossimi mesi avremo modo di valutare, ma per il prossimo anno sono già previsti molti investimenti da parte delle principali case nella tecnologia ibrida e molti modelli sono già pronti per un 2016 ricco di sorprese. Alla fine tutto si riduce comunque a una sola domanda: compreresti un’auto ibrida? Qui puoi valutare le migliori auto ibride del 2015


FONTE : 6sicuro

domenica 4 ottobre 2015

La revocabilità della fidejussione

di Alexis Bardi

La revocabilità della fidejussione

La fidejussione è un negozio giuridico revocabile tra due soggetti, generalmente due soggetti giuridici o due soggetti privati. Sovente incontriamo testi di garanzia sia per enti pubblici che per soggetti privati i quali prevedono una clausola di questo tenore: “… la fidejussione deve intendersi irrevocabile ed …”; la clausola non ha mai veramente spaventato gli assicuratori per cui è normalmente sottoscritta anche se tale espressione, insieme a tante altre tanto in voga negli ultimi anni, va nella direzione di autonomizzare la garanzia rispetto all’obbligazione garantita. Aggiungo il tutto coadiuvato di una reale capacità reddituale o di perdita da parte dei garanti.
Ma quali sono i reali risvolti di tale concetto? 
Proviamo a sintetizzare: 
- la fidejussione essendo revocabile, quindi  in qualsiasi momento il fidejussore potrebbe con una sua comunicazione ritirare la propria garanzia presso il beneficiario con due possibili palcoscenici:
1°) il cliente la sostituisce con una nuova garanzia ed il primo fidejussore esce fuori dal rischio; 
2°) il cliente non riuscendo a sostituire la prima garanzia "genera" un disordine contrattuale che lo vede inadempiente verso il beneficiario visto che viene a mancare la garanzia che reggeva  le obbligazioni stipulate. In tal caso, se il beneficiario ha facoltà di agire verso il suo contraente e verso il garante in un congruo termine, potrebbe ancora escutere la vecchia garanzia ovvero richiederne la liquidazione; se tutto questo non avviene nei termini stabiliti dal contratto e  lascia correre tale termine, può solo risolvere il contratto con il suo contraente e chiedere a quest’ultimo il risarcimento dei danni arrecati senza niente poter agire contro il vecchio fidejussore. In questo caso il cliente,  si troverebbe nella difficoltà di poter agire nei confronti del fidejussore per ottenere il risarcimento dei danni poichè la fidejussione, soprattutto se annullata giustamente (es. peggioramento condizioni economico/finanziarie), non da diritto a nessuna formula risarcitoria.
- nel caso in cui non possa essere esercitato nessun annullamento causa l' irrevocabilità, allora lo scenario si complica in alcuni passaggi nell’ipotesi in cui il garante comunque decida di revocarla. In questo caso, la eventuale revoca, determinerebbe sicuramente un risarcimento del danno a favore del cliente che può essere così quantificato: se il cliente riesce a integrare l' annullamento della garanzia, i danni  da liquidare sono marginali, comunque, a carico del garante precedente; in caso di impossibilità   a sostituire, allora il garante sarà obbligato a risarcire il danno, con o senza giusta causa per la revoca,  tecnicamente quantificato nella definizione di "lucro cessante e danno emergente" derivante dalla risoluzione del contratto medesimo. 
In pratica le assicurazioni sono meno propense a ritirare le garanzie fidejussorie, mentre questa “prassi" è più usuale al sistema bancario dove la revoca avviene quando il cliente presenta delle criticità. Le compagnie,  correre anche di fronte a situazioni  difficili si assumono "il rischio assicurativo.

domenica 27 settembre 2015

Smaterializzazione del Tagliando Assicurativo




Smaterializzazione del tagliando Assicurativo


Il tagliando dell’assicurazione RC auto sul parabrezza è un ricordo indelebile della mia infanzia. Quando entravo in auto notavo subito quel pezzo di carta che si guadagnava un posto d’onore sul parabrezza. Quel tagliando era una certezza, lo trovavi sempre perché era obbligatorio. Ma non sarà più necessario.
Esatto. Da questo mese – aprile 2015 – inizia il percorso che porterà alla scomparsa del tagliando RC auto dal parabrezza entro ottobre 2015. O comunque non sarà più necessario: il Targa System effettuerà i controlli sull’assicurazione e l’unico obbligo per l’automobilista sarà quello di avere un indirizzo di posta elettronica per inserire la targa nel database.
Merito del Ddl liberalizzazioni che sta rivoluzionando il mondo delle assicurazioni. Il bollino cartaceo è obsoleto: la targa dell’auto diventa la carta di identità del veicolo, e con una semplice interrogazione elettronica si potranno incrociare i dati archiviati dalle forze dell’Ordine, delle Agenzie delle Entrate e dalle assicurazioni.

Perché tutto questo?

Il motivo è semplice: limitare le frodi, una piaga per il sistema assicurativo che impedisce la riduzione del costo RC auto. La semplice esposizione del tagliando come prova definitiva dell’assicurazione era – come puoi immaginare – un comodo lasciapassare per i malintenzionati. Quindi l’idea: via il cartaceo, largo all’incrocio dei dati.
In Italia si contano oltre 4 milioni di veicoli senza RCA: lo Stato deve arrestare questa mandria di cavalli imbizzarriti, giusto? Ed ecco la soluzione. Tutto deve avvenire in modo automatico, mandando in pensione il classico tagliando. L’utente deve solo avere un indirizzo di posta elettronica, il resto è compito delle autorità.

Meglio o peggio per l’automobilista?

Dipende dall’automobilista. Per chi ha sempre pagato la propria assicurazione non ci sono grandi novità: è solo un controllo differente. Volevano sostituire il tagliando con un chip elettronico, ma la soluzione futuristica ha lasciato posto a quella del buon senso: il controllo viene effettuato dalla targa.
Per chi è abituato a fare il furbo la vita si complica: questo sistema dovrebbe ridurre drasticamente i casi di truffa. La contraffazione dei contrassegni cartacei è possibile, in alcune zone d’Italia è una piaga diffusa: in Campania, in Calabria e in Puglia diventa un vero e proprio business. Risultato? Assicurazione RC auto altissima.
Questa strategia tende a combattere la truffa delle assicurazioni auto fasulle, e quindi ad aumentare gli introiti delle compagnie. Obiettivi: riduzione delle frodi, identificazione dei trasgressori e – in linea teorica – premi assicurativi più bassi.

Le sanzioni

Non si scherza con il Targa System: 841 euro e sequestro del veicolo se viene rilevata l’assicurazione scaduta, sanzione amministrativa di 168.00 euro per la mancata revisione. Ma è previsto il pugno di ferro per chi aggira le leggi senza un freno: confisca del veicolo e sospensione della patente attendono chi guida con assicurazione falsa o contraffatta.
Per ora è il pubblico ufficiale a eseguire il controllo, ma sono già in cantiere delle soluzioni automatizzate che hanno lo stesso scopo di autovelox e varchi ZTL: controllare in modo automatico le vetture. E, nel caso, distribuire conti salati agli automobilisti inadempienti.
Questa soluzione è già realtà a Ciampino, dove il Targa System della polizia locale riprende con una telecamera tutti i veicoli in transito (dopo preventivo avviso anche su Twitter). Il computer portatile legge in pochi secondi l’auto, invia i dati, incrocia e restituisce tutti i risultati: anomalie, tasse non pagate, assicurazione, eventuale denuncia di furto a carico del veicolo. Dopo poche centinaia di metri c’è una seconda pattuglia per eventuali controlli.

Ma chi controlla i controllori?

Tutto bello, tutto futuristico ed efficiente. Ma chi controlla i controllori? Siamo sicuri che gli archivi siano aggiornati in modo efficace dalle compagnie assicurative? Le nostre targhe verranno riprese da strumenti simili a quelli dell’autovelox o dei tutor: chi ci assicura che i dati siano presi in modo corretto? Mai ignorare il potere della carta scritta: la lettura sarà fatta in automatico ma il valore del documento è sempre valido. Sarà possibile fare ricorso? Aspettiamo novità su questo tema.

I vantaggi

Le rivoluzioni del Ddl liberalizzazioni non riguardano solo i controlli e la digitalizzazione del tagliando RC auto. L’obiettivo finale è la creazione di un ambiente competitivo per le compagnie assicurative, non viziato da frodi e aumenti preventivi. Già da qualche tempo, infatti, sono previsti sconti a chi viaggia con scatola nera e antifurto satellitare, e con questo Ddl liberalizzazioni è prevista l’introduzione dell’alcol stop.
Ovvero un dispositivo che blocca l’auto se il conducente ha bevuto troppo.
Ma le modifiche non si fermano alla presenza di nuove tecnologie di sorveglianza. Ad esempio sarà possibile risparmiare sull’assicurazione auto nel momento in cui l’auto incidentata verrà riparata in un’officina convenzionata. Ulteriori sconti sono previsti per chi affida all’assicurazione pratiche per soccorso e cure mediche in caso di incidente.

Le proteste

In virtù di una tanto attesa liberalizzazione del settore si cerca di portare tutto in mano alle assicurazioni. Questa è l’opinione dei carrozzieri riuniti sotto la sigla di Confartigianato che, ovviamente, sottolineano il tentativo di portare il mercato delle riparazioni sotto l’ala delle assicurazioni RC auto. Antonio Malpeli, presidente dei carrozzieri di Confartigianato Emilia Romagna, sottolinea un punto essenziale: il conflitto d’interesse è chiaro perché le assicurazioni RC auto devono risarcire il danno e non a occuparsi della riparazione.
Secondo il punto dei vista dei carrozzieri è giusto? Siamo disposti ad accettare tutto pur di abbassare i prezzi delle assicurazioni auto? Ma soprattutto: si abbasseranno i prezzi? Lascia la tua opinione sulle novità del Ddl liberalizzazioni nei commenti.

Cosa fare nel frattempo

Ti consigliamo di esporre tagliando sul parabrezza fino a quando non sarà la tua compagnia assicurativa ad indicarti la nuova prassi, che dovrà essere adottata da tutto il mondo assicurativo entro ottobre 2015.

Dematerializzazione tagliando: domande frequenti

In caso di incidente, come faccio a sapere che l’altro è assicurato?
È la tua compagnia assicurativa a fare tutte le verifiche del caso e a stabilire la situazione assicurativa della controparte. A ben pensarci anche oggi con il contrassegno esposto non hai la certezza che l’altro sia assicurato: potrebbe essere falso.
Questa “dematerializzazione” vuole dare una spinta al database nazionale unico, centralizzato, sempre aggiornato in modo che sia possibile usarlo anche per verificare la situazione assicurativa di chi passa nelle zone a traffico limitato. Una specie di grande fratello assicurativo, ma sappiamo bene che ci sono persone che “fatta la legge, trovato l’inganno”. Sicuramente ci saranno persone che continueranno comportamenti “criminali”, ma Governo, Compagnie e Forze dell’Ordine si stanno impegnando per porre fine agli atti illeciti.
Aumenteranno le truffe e macchine con targhe clonate?
In teoria è più difficile clonare una targa che un contrassegno, quindi speriamo che nella pratica il fenomeno dei falsi diminuisca rispetto a oggi.
Digital Divide: se non ho un computer, una mail, ecc… come faccio?
Per gli assicurati resta la possibilità di richiedere gratuitamente alla propria compagnia di assicurazione una copia cartacea dell’attestato di rischio. Il contratto di assicurazione continuerà a rimanere cartaceo – a sparire è solo il contrassegno – quindi la prova “tangibile” di possedere un’assicurazione ce l’avranno ancora tutti.
Se le compagnie di assicurazione recuperano quattro milioni di polizze non pagate, corrispondenti al 10% dei 40 milioni di veicoli che circolano in Italia, per compensare dovrebbero ridurre il “premio” di un decimo, no?
In realtà i sinistri causati dai 4 milioni di veicoli non assicurati sono pagati dal fondo garanzie vittime della strada che si prende attualmente il 2,5% dei premi assicurativi. In questo caso il calo sarebbe inferiore al 2,5% perché il problema principale degli alti costi assicurativi sono le truffe di chi è assicurato, non i sinistri causati da chi non lo è.


venerdì 14 agosto 2015

La grande truffa.


La grande truffa

Nell' anno 1776, Thomas Jefferson dichiarava: “Se gli Americani consentiranno mai a banche privati di emettere il proprio denaro, prima con l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri. Il potere di emissione va tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.” 


E' ormai risaputo che da qualche anno le banche non fanno più le banche. Buffo! Una struttura che guadagna dalla differenza tra quanto presta e quanto gli ritorna indietro dovrebbe fare questo di mestiere. Ma non si può rubare in casa dei ladri!!!!!! Infatti è molto più remunerativo entrare nel consiglio di amministrazione dell'  ente di garanzia (Banca d' Italia) nell' ente di controllo delle operazioni di compravendita titoli ( Borsa SPA) e appropiarsi di un diritto dello stato per generare direttamente moneta con la possibilità di contrarre debiti per importi superori a 25 volte il capitale sociale. Questo è il nuovo mestiere della Banca.


"L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario e' identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
La sola differenza e' che sono diversi coloro che ne traggono profitto
".


Per spiegarsi meglio, siccome si dice che arlecchino si confessò burlando, racconto una barzelletta che tanto barzelletta non è :


Arriva un ricco turista tedesco. Si ferma la sua bella grossa auto davanti all'albergo della città, pone una banconota da 200 euro sul bancone e chiede di vedere le camere disponibili per scegliere una per la notte. per 200 euro, il proprietario dell'albergo gli dà tutte le chiavi e gli dice di scegliere quella che preferisce
Non appena il turista è sparito per le scale,
l'albergatore prende il biglietto di 200 euro, fila dal macellaio e regola il debito che ha nei suoi confronti.
Il macellaio si reca immediatamente da l'allevatore di maiali al quale deve 200 euro e paga il suo debito,
L'allevatore, a sua volta, si affretta a pagare la sua fattura presso la cooperativa agricola dove acquista gli alimenti per il bestiame.
Il direttore della cooperativa si precipita al caffè e risolvere il suo debito,
Il barista porta il biglietto alla prostituta che gli fornisce i suoi servizi a credito già da un po,
La ragazza, che occupa a credito le camere dell'albergo con i suoi clienti, breve pagare la fattura all'albergatore che pone il biglietto sul bancone, là dove il turista lo aveva posato in precedenza.

Il turista tedesco scende le scale, e non essendo riuscito a trovare una camere di suo piacimento, raccoglie il suo biglietto e se ne va.
Nessuno ha prodotto niente!
Nessuno ha vinto niente!
Ma più nessuno ha un debito!!!

Ecco perché, in questo momento,
le banche non hanno alcun interesse a prestare denaro

Le banche si arricchiscono finché siamo indebitati

Riflettiamo!!!!


martedì 10 febbraio 2015

Come non pagare la polizza RC Auto

Leggi come ottenere “Polizza a costo ZERO”

Siamo in grado di scontare le polizze fino ad abbatterne la spesa. Non ti dimenticare di salvare il preventivo e reinviarlo a info@scontorcauto.it, ricordandoti di mettere nell' oggetto il tuo nome e cognome e cellulare per ricevere tutte le informazioni necessarie.







Reinoltra il preventivo a info@scontorcauto.it. Riceverai una mail con tutte le indicazioni necessarie per abbattere la spesa della polizza, qualunque esso sia.


giovedì 5 febbraio 2015

Sconvolgente testimonianza di una bambina su come la finanza uccide il mondo


6 minuti che tengono con il fiato sospeso



giovedì 29 gennaio 2015

Ma dove andremo a finire ( da vedere fino in fondo specialmente chi sà un pò di inglese)




Europa unita

martedì 27 gennaio 2015

Guadagnare da casa e' possibile???

   

giovedì 22 gennaio 2015

IL SISTEMA BANCARIO SPIEGATO AD UN BAMBINO.flv





   

Marine le Pen "Uscire dall'Euro" - intervista Giulia Innocenzi - (Serviz...







Uscire dall'Euro e tornare alla Lira per salvare l'Italia









(LETTURA ARTICOLO) Italia fuori dall'Euro? Ecco come sarebbe la nostra v...







Uscire dall'Euro e tornare alla Lira per salvare l'Italia










BOLKESTEIN: L'EURO E' FALLITO!









ITALIANO, ADESSO PARLI ANCORA? Ecco quanto costa la vita in Germania!









COME SI ESCE DALL'EURO? Intervista a Claudio Borghi









L'Islanda risolve la crisi ma i media non ne parlano

martedì 20 gennaio 2015

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lunedì 19 gennaio 2015

Piazza Affari chiude in deciso rialzo, bene banche e colossi energia.





Piazza Affari ha chiuso in deciso rialzo con il mercato che attende sempre di più il lancio del quantitative easing da parte della Bce, previsto per giovedì 22 gennaio. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo del 2,17% a 19.254 punti. Acquisti sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 4,46% a 9,61 euro, Popolare dell’Emilia Romagna l’1,20% a 5,04 euro, Popolare di Milano l’1,38% a 0,588 euro, Intesa Sanpaolo l’1,06% a 2,488 euro, Ubi Banca lo 0,82% a 5,545 euro, Unicredit il 2,26% a 5,195 euro. Ben comprati anche i due colossi pubblici dell’energia: Eni ha mostrato un progresso del 2,36% a 14,33 euro, mentre Enel è avanzata del 2,10% a 3,694 euro. Brillante Finmeccanica (+3,55% a 8,46 euro) in attesa degli ultimi sviluppi nella partita per la cessione del polo trasporti. FCA (+1,85% a 10,45 euro) ha sfruttato i dati sulle vendite di auto in Europa. Tonfo di WDF (-5,18% a 8,145 euro) all’indomani de lla presentazione del piano industriale 2015-2017.


Chiusura positiva per le principali Borse europee che hanno snobbato la situazione di Atene. Ma non per il listino elvetico. Le vendite si sono abbattute copiose sulla Borsa svizzera all’indomani della mossa della Swiss National Bank che ha deciso di togliere il tetto minimo di 1,20 al cambio euro/franco svizzero. La moneta unica ha continuato la sua discesa nei confronti del dollari violando al ribasso quota 1,15 per la prima volta dall’autunno del 2003. La prossima settimana porterà anche alle elezioni politiche in Grecia dove oggi Eurobank e Alpha Bank hanno chiesto accesso al fondo di emergenza della Banca centrale ellenica. A Francoforte il Dax ha guadagnato l'1,35% a 10.167,77 punti, il parigino Cac40 è avanzato dell'1,31% a 4.379,62 punti, il londinese Ftse100 è salito dello 0,79% a 6.550,27 punti mentre a Madrid l'Ibex35 ha mostrato un rialzo dello 0,56% a 10.038,90 punti.

Ruoli e competenze di un consulente assicurativo.




L' argomento è piuttosto difficile da affrontare. Personalmente non ho mai sopportato i tuttologi, semmai ho sempre stimato colleghi che si sono ritagliati una professionalità, in un determinato settore. Uno dei miei siti ( www.convenzioni-assicurative.it) è nato con l' intento di dirottare clienti e fornitori verso intermediari specifici. Presto sarà mia premura riadattare il sito in modo più specifico e tecnico. Il mondo assicurativo è molto vario, troppo per permettere che un unico soggetto sia capace di stare dietro a tutte le leggi che cambiano e tutte le offerte che proliferano. Le compagnie sono concentrate nel tagliare i costi dei venditori a favore di sedicenti direttori marketing, usufruendo di fondi destinati allo sviluppo delle campagne pubblicitarie delle compagnie invece che nella formazione tecnica dei distributori. E l' unica formazione su cui eventualmente puntano è sulla tecnica e persuasione di vendita, piuttosto che concentrarsi sulla creazione di professionisti specializzati nei settori dove le compagnie intendono sviluppare. Questo produce schiere di pseudovenditori che attraverso le loro capacità persuasive,  riescono a convincere il potenziale cliente, che il precedente venditore ha sbagliato  o ha raccontato cose non vere. L' errore a parer mio è nell' approccio. In Italia non è ancora concepita la figura del consulente che percepisce un emolumento per il lavoro svolto, per cui non si riesce a superare l' ostacolo del vincolo alla compagnia. E siccome la tentazione è a portata di mano perchè rinunciare ad una provvigione più alta?. Tutto si risolverebbe se il " cliente" potesse pagare il consulente per la prestazione, svincolandolo dal rapporto con le compagnie. Solo in questo modo si potrebbe ottenere il miglior rapporto tra cliente e fornitore poichè è opportuno ricordare che la posta in palio non è una fornitura di bulloni, o un partita di carta, ma la possibilità di "perdere" in un attimo, anni di lavoro e mettere a repentaglio il lavoro per diverse persone se una azienda non riesce a rimettersi  nel più breve tempo possibile in caso di sinistro. Indubbiamente questo approccio deve essere supportato da una serie di professionisti che devono essere a fianco del consulente quindi è necessario fare una distinzione tra piccole e grandi imprese. Infatti per i piccoli portafogli sarebbe antieconomico poter gestire l' operazione al meglio, dato l' esiguo costo degli importi. Ma non farlo per le grandi aziende è pura follia. Basti pensare che ci sono società specializzate che fanno relazioni per dare al consulente lo strumento per trattare attraverso il broker con le compagnie.


www.servizicral.it
www.zerosprechi.it

venerdì 16 gennaio 2015

Corso di Tecniche Assicurative





Può sembrare incredibilmente assurdo, ma in periodi di difficoltà, nonostante le convinzioni popolari, chi ha un "Capitale" cerca di difenderlo. In borsa il FIB era nato con questo principio : chi aveva un portafoglio azionario distribuito in maniera equa tra le aziende presenti sul listino del MIB poteva coprire le crisi finanziarie proprio con il future sulla borsa. Poi purtroppo è stato creato il mercato della speculazione su un prodotto a difesa del capitale, ma questo è un altro film. Quindi un capitale o un bene mobile, in genere può essere tutelato attraverso uno strumento finanziario inserito nel contesto dei beni mobili. Per i beni immobili, dovrebbe essere il mercato assicurativo a preouccuparsi di tutelare l' evento incerto. Ovvero, a fronte di un pagamento, la compagnia si assume il rischio in modo mutuato, cioè raccogliendo secondo un indice di rischio, un importo spalmato su una statistica di rischio per cui è in grado di rimborsare un danno calcolando che questo abbia una incidenza in percentuale più bassa rispetto ai reali accadimenti. Se la differenza tra il presunto incasso e l' incidenza del reale avvenimento dell' accaduto, rimane sotto la soglia, la compagnia ne trarrà utile diversamente ne avrà una perdita. Questa è la teoria, la speculazione, in questo campo è dettata dalle clausole vessatorie, ovvero la capacità di scrivere i contratti di assicurazione in modo che l' incidenza del danno abbia il risarcimento più basso possibile. Questo genera l' ulteriore utile, aggiunto ad una eventuale tardiva liquidazione dell' eventuale sinistro, che genera una plusvalenza nelle casse e il gioco è fatto. Riassumendo: parto da un dato statistico, assumo il rischio cioè incasso denaro, promettendo di restituirlo a fronte di un evento incerto per cui il contratto viene stipulato, cerco di pagare il meno possibile e più tardi possibile. Ogni riferimento a cose o persone rimane puramente casuale. Dando per "buona" questa descrizione più o meno maccheronica, la domanda che mi sono posto, o meglio, la domanda che pongo a chi intende assicurarsi è :

COME POSSO FARE PER AUMENTARE LA LIQUIDAZIONE IN CASO DI SINISTRO E ACCORCIARNE I TEMPI ?

Personalmente suggerisco sempre la cosa più semplice del mondo : affidarsi ad un consulente che si occupa di studiare la posizione, redigere i testi del contratto e trattare con gli assicuratori (le compagnie) il costo. Aggiungo il fatto di avere una serie di consulenti capaci di utilizzare il contratto per ottenere il massimo risultato in nome e per conto del cliente. Purtroppo non sempre succede così. Perchè? beh.....io penso che le motivazioni possono essere molteplici: ignoranza, superficialità, mancato controllo dagli e degli organi istituzionali, carenza di professionalità e in particolar modo cultura generale totalmente arretrata del mercato. Il marketing fa il resto. Nei prossimi post cercherò di costruire un percorso che permetta di avere una visione leggermente più ampia del mercato assicurativo con le eventuali "scappatoie".






martedì 13 gennaio 2015

Chiusura in rialzo per piazza affari





Piazza Affari ha chiuso in rialzo una seduta nervosa dopo le pesanti perdite subite venerdì. La volatilità potrebbe continuare a persistere fino alla prossima settimana quando sono in programma due eventi chiave per l’Eurozona: la riunione della Bce (22 gennaio), che potrebbe lanciare il quantitative easing, e le elezioni in Grecia (25 gennaio), che creano incertezza sul futuro dell’intera zona euro. A far notizia è il nuovo strappo ribassista del petrolio, scivolato ai nuovi minimi dal 2009. E così a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,94% a 18.349 punti. Nuovo tracollo per Saipem (-9,71% a 7,205 euro) che è sprofondata sui minimi dal luglio del 2004. Negli ultimi dodici mesi il titolo della controllata di Eni ha praticamente dimezzato il proprio valore a Piazza Affari. Restando nel comparto energetico Enel (-0,40% a 3,446 euro) non ha sfruttato le parole dell’Ad Francesco Starace al Financial Times. Starace ha dichiarato che la cessione delle controllate in Slovacchia e Romania potrebbe avvenire entro giugno. Seduta positiva per Atlantia (+2,79% a 20,60 euro) che, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, avrebbe allo studio l’ingresso di altri investitori nel capitale di Autostrade per l’Italia. Bene Finmeccanica (+1,76% a 7,785 euro) dopo che la delegazione della cinese Insigma è stata ricevuta dai vertici del colosso pubblico nella sede di piazza Monte Grappa. Nel settore bancario le vendite hanno colpito in modo particolare le popolari: Banco Popolare ha ceduto il 2,03% a 8,915 euro, Popolare dell’Emilia Romagna l’1,75% a 4,805 euro, Ubi Banca lo 0,74% a 5,315 euro. Pesante anche Mps che ha lasciato sul parterre il 2,60% a 0,463 euro, mentre hanno chiuso in positivo Intesa SanPaolo (+2,19% a 2,326 euro) e Unicredit (+1,18% a 4,968 euro). Positiva FCA (+2,52% a 10,17 euro) con Sergio Marchionne che ha annunciato che nel 2015 le vendite del gruppo si attesteranno a 5 milioni di unità, mentre i target per l’esercizio 2014 non sono cambiati.


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Nonostante nuovi minimi del greggio, l’attesa di nuovi stimoli da parte della Banca centrale permette alle borse europee di iniziare l’ottava in territorio positivo. A Londra il Ftse100 ha chiuso piatto a 6.501,42 punti mentre l’Ibex è salito dello 0,81% a 9.797,5 punti. Guadagni superiori al punto percentuale per Cac40 (+1,18%) e Dax (+1,38%) che hanno chiuso rispettivamente a 4.228,24 e a 9.781,9 punti. In una giornata povera di indicazioni macro, in evidenza l’indice statunitense Lmci (Labor market conditions index), salito a dicembre da 5,5 a 6,1 punti. Nato ad ottobre 2014, l’indice, elaborato dalla Federal Reserve, rileva l’andamento del mercato del lavoro statunitense tramite l’analisi di 19 sottoindici.




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mercoledì 7 gennaio 2015

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Mancato il rimbalzo su piazza affari







Chiusura negativa per Piazza Affari dopo il tracollo della vigilia dettato dai timori di un'uscita dall'euro della Grecia e dal nuovo forte calo del petrolio. In chiusura il Ftse Mib ha segnato una flessione dello 0,25% a quota 18.143 punti. Tra i titoli in difficoltà spiccano diversi testimonial bancari, in particolare gli istituti popolari. In coda al Ftse Mib si sono infatti segnalate Banco Popolare (-4,72%), Bpm (-4,11%) e Bper (-3,77%). Segno meno anche per Snam (-0,46%) che ha incassato la bocciatura da parte di Ubs, con rating passato da buy a neutral. A fare la voce grossa oggi a Piazza Affari è stata Enel con un progresso dell’1,45% a 3,496 euro. Il titolo della principale utilities italiana è stato inserito da Ubs nella propria "Key Call Buy List" con prezzo obiettivo a 12 mesi di 5 euro. In parziale recupero Eni (+1,35%) protagonista di un tonfo di oltre l’8% in scia all’effetto petrolio e alla bocciatura arrivata da Cit igroup. In prima fila sul Ftse Mib anche Fca salita dell’1,58% a quota 9,615 euro. All’indomani dei positivi riscontri arrivati da oltreoceano con il superamento della soglia dei 2 milioni di veicoli venduti nel 2014, miglior anno dal 2006, Fca ha incassato la promozione di Morgan Stanley che ha alzato il prezzo obiettivo da 13 a 14 euro confermando il giudizio overweight.


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Chiusura in rosso per le principali Borse europee che hanno mancato il rimbalzo dopo i crolli del giorno prima. Anche ieri le quotazioni del greggio si sono mantenute in ribasso aggiornando i minimi dal 2009 con Wti sceso in area 48 dollari. Situazione di incertezza che ha sostenuto gli asset rifugio con il rendimento del Bund decennale sceso ai nuovi minimi storici in area 0,48%, mentre quello del Treasury è tornato sotto il 2%. A Francoforte il Dax ha ceduto lo 0,04% a 9.469,66 punti, il parigino Cac40 ha perso lo 0,68% a 4.083,50 punti, il londinese Ftse100 è arretrato dello 0,79% a 6.366,51 punti mentre a Madrid l'Ibex35 ha mostrato un ribasso dell'1,22% a 9.871,10 punti.

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