Il giornale delle Associazioni

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venerdì 12 dicembre 2014

Aggregati monetari e politica monetaria

di Alexis Bardi

Aggregati monetari e politica monetaria


Gli aggregati monetari misurano l'offerta di moneta esistente in un determinato momento nel sistema economico; la loro entità influenza i tassi di interesse e di inflazione: una maggiore offerta di moneta, infatti, si traduce in un minor tasso d'interesse (a parità di domanda) e può tradursi in maggiore inflazione. Per questo motivo gli aggregati monetari sono normalmente utilizzati per esprimere gli obiettivi della politica monetaria (che, per esempio, potrebbero essere del tipo: crescita annua di M1 non superiore al 2%).
L'aggregato M3 è il primo pilastro della politica monetaria della Banca centrale europea (il secondo pilastro è l'andamento dei prezzi al consumo): la BCE annuncia il tasso di crescita medio annuale di M3 che ritiene compatibile con la stabilità dei prezzi nel medio periodo; nel dicembre 1998 il consiglio direttivo della BCE lo ha fissato nel 4,5%, confermato negli anni successivi, anche se la crescita effettiva di M3 si è sempre mantenuta superiore (si tratta, è bene ricordarlo, di un valore di riferimento, non di un vero e proprio obiettivo di politica monetaria).

La Banca centrale europea ha giustificato l'opzione per l'aggregato M3 con la sua maggior stabilità nel medio periodo e la migliore capacità di anticipare l'andamento dei prezzi, rispetto agli aggregati più ristretti. È interessante notare che, invece, la Federal Reserve statunitense ha addirittura smesso di pubblicare i dati relativi a M3 dal 2006, ritenendo di scarsa utilità le informazioni aggiuntive fornite dall'andamento di questo aggregato rispetto all'aggregato M2.