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lunedì 17 novembre 2014

Fondo Monetario Internazionale - Critiche illustri 2



Critiche illustri


L'opinione di Amartya Sen

Critiche al FMI sono mosse anche dal premio Nobel per l'economia AmartyaSen che, in un'intervista rilasciata a Massimiliano Melilli dell'Unità, dice in proposito:
Massimiliano Melilli: «Professore, il potere della "sacra Trinità" – Fondo monetario internazionale, BancaMondiale e Organizzazione mondiale del commercio (WTO) – fonda la sua egemonia su politiche economiche esclusiviste. Quali strumenti possiedono i Paesi del Sud del mondo per ottenere finalmente riconoscimento e legittimazione?»
Amartya Sen: «Non vi è dubbio che queste istituzioni siano ormai da cambiare. Per più motivi e perché rappresentano, seppure con pesi diversi, lo stesso potere. L'architettura economica mondiale va riformata in tempi brevi, con equità e giustizia. L'attuale situazione è preoccupante ma lascia anche ben sperare per il futuro. Da un lato, Fondo monetario internazionale e Organizzazione mondiale per il commercio poggiano la loro attività, a più livelli, sulla posizione del Paese più forte, gli Stati Uniti. Dall'altro, noto che, nonostante la ferrea architettura che governa l'economia globale, la Banca Mondiale, gradualmente, sta passando da posizioni rigide a posizioni meno rigide. Noto un atteggiamento mutato, d'attenzione, rispetto a tutti i temi messi in campo dai movimenti new-global. È un segnale importante, da non sottovalutare, anche nell'ottica dei Paesi del Sud del mondo. Del resto, se il mio amico James Wolfensohn, presidente della Banca Mondiale, ha dichiarato che considera prioritaria l'eliminazione della povertà in Africa, beh, evidentemente, qualcosa è cambiato nelle vecchie relazioni politiche ed economiche. Le faccio un esempio che mi riguarda personalmente. Lo stesso presidente della Banca Mondiale, di recente, mi ha chiesto di aiutare, come intellettuale, il nuovo presidente operaio del Brasile, Lula da Silva, pur conoscendo l'amicizia che da anni mi lega in Brasile a Cardoso, un grande scienziato. Penso che le idee di Lula siano importanti non solo per il Brasile e l'America Latina ma per tutto il mondo.»

L'opinione di Noam Chomsky

Nel suo libro Anno 501 la conquista continua NoamChomsky critica aspramente il FMI con argomenti simili a quelli di Stiglitz, riportiamo qui a titolo di esempio un passo del libro: «Secondo questo schema, la costruzione di un nuovo sistema mondiale è coordinata dal gruppo dei 7 [paesi più industrializzati, N.d.C.], dal Fondo monetario internazionale, dalla Banca Mondiale e dal "Gatt" (General Agreement on Tariffs and Trade), da ricordare anche la valutazione della Banca Mondiale secondo la quale il 31% delle esportazioni manifatturiere del Sud sono soggette a barriere non tariffarie contro il 18% di quelle del Nord, o la relazione del 1992 dello Human Development Program dell'Onu, che riesamina il divario crescente tra ricchi e poveri (attualmente, l'83% della ricchezza mondiale è nelle mani del miliardo di uomini più benestante, mentre il miliardo dei più indigenti, alla base della scala, ne possiede solamente l'1,4%); il raddoppio di tale divario dal 1960 è attribuito alle direttive del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale, ed al fatto che ben 20 su 24 paesi industrializzati sono più protezionisti oggi di quanto lo fossero un decennio fa, compresi gli Usa che celebrarono la rivoluzione reaganiana raddoppiando in proporzione il numero dei prodotti importati sottoposti a misure restrittive.»
Sempre nello stesso libro Chomsky riporta la seguente osservazione fatta dall'Economist: «Il risultato finale di decenni di prestiti per lo sviluppo è che i paesi poveri hanno recentemente trasferito più di 21 miliardi di dollari all'anno nei forzieri dei ricchi - osserva l' Economist riassumendo questo triste scenario.»

Opinioni di altri intellettuali

Critiche al Fondo monetario internazionale sono mosse anche dall'economista Francese Jean-PaulFitoussi.

Le difese del FMI

Il fondo monetario più volte si è difeso da queste accuse, per esempio è possibile trovare qualche dettaglio nella puntata della trasmissione televisiva di Rai 3, Report: Un debito senza fondo, andata in onda l'8 dicembre 1999 della quale segue uno stralcio:
Paolo Barnard: «E infatti questa è l'accusa: che il Fondo monetario internazionale sia uno strumento nelle mani dei suoi membri più forti, in particolare di uno, gli Stati Uniti d'America.»
Anthony Boote del Fondo monetario internazionale, Washington: «Il Fondo monetario internazionale rappresenta tutte le nazioni-membro, non solo i governi occidentali. Inoltre è assurdo attribuire a noi i malanni di paesi che erano poveri ben prima della crisi del debito. All'opposto il gruppo dei governi ricchi del Fondo monetario ha ridotto il debito delle nazioni più povere proprio per non strangolarne le economie.»
Paolo Barnard: «Ci risulta invece che dall''85 a oggi il loro debito sia raddoppiato e si dice che vi abbiano già restituito nove dollari per ogni dollaro preso in prestito.»
Anthony Boot: «Storicamente questo è falso. La realtà è che le nazioni più povere hanno ricevuto tre o quattro volte di più in crediti di quanto non abbiano mai restituito ai paesi occidentali. Non dovete confondere il debito originario con il debito che è stato ripagato. Quest'ultimo è solo una piccola parte del totale e, lo ripeto, noi al Fondo monetario facciamo di tutto per aiutarli.»






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