Il giornale delle Associazioni

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sabato 29 novembre 2014

Strumenti derivati-Interestrate futures


di Alexis Bardi



Interestrate futures

Gli interest rate futures possono essere usati per la copertura dei rischi derivanti da variazioni nei tassi di interesse, che possono incidere negativamente sul valore di un portafoglio di titoli a reddito fisso.
Ad esempio, una banca che acquisti titoli di Stato appena emessi dal governo americano per 1.000.000 di dollari è esposta al rischio di un aumento dei tassi di interesse. I possessori dei titoli hanno infatti diritto a percepire interessi annuali in misura prefissata; in particolare, se un titolo di durata ventennale ha un valore nominale di 100 dollari e offre interessi del 5%, per venti anni il suo possessore incasserà ogni anno 5 dollari. Se i tassi di interesse di mercato non variano, il possessore potrà in ogni momento vendere il titolo al nominale, in quanto il nuovo acquirente lucrerà comunque il 5% di interessi ogni anno. Se però ad un dato momento il tasso d'interesse di mercato su un titolo di pari durata aumenta al 7%, perché i 5 dollari annui della cedola uniti al differenziale tra prezzo d'acquisto e prezzo di rimborso (pari al valore nominale) garantiscano un tale rendimento il prezzo dei titoli acquistati dalla banca dovrà calare secondo la formula R=(C+(Vr-Pa)/n)/Pa x 100 dove: R=rendimento di mercato (7%), C=cedola del titolo (5%), Vr=valore di rimborso del titolo (100), n=durata residua del titolo in anni (per es. 10). Tralasciando l'incidenza delle ritenute fiscali, se ne ricava che il prezzo di acquisto del titolo a dieci anni dalla sua scadenza, per poter garantire interessi pari a quelli di mercato per i titoli decennali (7%), dovrà scendere a 88,23. Un aumento dei tassi di interesse comporta quindi una diminuzione del valore di mercato dei titoli, ovvero una perdita patrimoniale per la banca.
La banca può tutelarsi vendendo dieci contratti futures da 100.000 dollari ciascuno (taglio standard), cioè, in sostanza, sottoscrivendo l'impegno a vendere a 1.000.000 di dollari (alla pari) i suoi titoli ad una data prefissata. È ovviamente necessario trovare un acquirente, quindi qualcuno a cui interessi difendersi dal rischio di una diminuzione dei tassi di interesse (o uno speculatore), ma la conclusione dell'operazione è facilitata dal fatto che si tratta di dieci contratti distinti, ciascuno di taglio standard.
L'operazione, inoltre, non è conclusa direttamente con le controparti, ma con una struttura di intermediazione quale una borsa (per i titoli del governo americano si tratta del ChicagoBoard of Trade).

Acquirente e venditore di un contratti futures devono versare un deposito iniziale di garanzia, detto margine obbligatorio, pari a 2.000 dollari per ciascun contratto (il 2%). Inoltre, i contratti vengono sottoposti ogni giorno a valutazione secondo i valori di mercato (cosiddetto markingto market); un aumento del prezzo del sottostante comporta una potenziale perdita per chi si è impegnato a vendere, un potenziale guadagno per chi si è impegnato ad acquistare. Il potenziale guadagno aumenta il deposito di garanzia, la potenziale perdita lo fa diminuire; se tale diminuzione porta il deposito al di sotto del valore minimo obbligatorio (pari o poco inferiore al deposito iniziale), la parte che fronteggia la potenziale perdita deve versare denaro in misura tale da ripristinare il margine obbligatorio.




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