Il giornale delle Associazioni

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domenica 16 novembre 2014

Contraddizioni italiane : il gatto che si morde la coda




Lo Stato italiano, ovvero noi cittadini attraverso le tasse, paga miliardi di euro di sanzioni a causa   del fatto che non usufruiamo dei fondi che la unione europea UE mette a disposizione delle imprese.
La ripartizione dei fondi UE  sono stanziati in quota parte dai singoli stati, quindi il punto di partenza è che le aziende non creano I presupposti per prendere  dei soldi che noi stessi abbiamo  accantonato e versato alla unione europea proprio per  sviluppare quello che invece poi non siamo capaci di fare.
I fondi UE servono soprattutto per agevolare le imprese di conseguenza creare lavoro, realizzare progetti sociali come  scuole, ospedali o per esempio per fare manutenzione sul territorio, così da migliorare lo stato del suolo provando ad  evitare che un fiume esondi o che una montagna frani.
 Argomenti che in questi giorni sono tristmente noti per le flagellazioni subite dall’ ondata di maltempo che continua ad abbattersi senza sosta sul nostro paese creando morte e distruzione. Ma dopo il danno la beffa : non solo questi soldi non vengo richiesti, di conseguenza non vengono create ne nuovi posti di lavoro ne ristrutturazioni sul territorio, con la conseguenza di aumentare la disoccupazione e purtroppo miliardi di danni relativi al dissesto causato dall’ accanimento del tempo, ma “dulcis in fundo” la creazione di un ulteriore debito. Infatti il “non prelevamento” di questi soldi genera sanzioni nei confronti del nostro paese cui ovviamente  non è in grado di sopperire, e tutto ritorna a favore dei banchieri che ovviamente devono intervenire  generando ulteriore debito pubblico , con conseguenti ulteriori sanzioni.

Insomma tirando le somme : accantoniamo cifre che non riprendiamo, ci paghiamo le multe che non siamo più in grado di sostenere gnerando ulteriore debito pubblico ed ulteriori sanzioni.


Questa è l’ italia. 


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