Il giornale delle Associazioni

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domenica 30 novembre 2014

Strumenti derivati - Commodity futures e Forward rate agreement





Si tratta di derivati che hanno come sottostante merci scambiate a livello mondiale, come il petrolio o il caffè. La loro meccanica è stata già illustrata nella sezione relativa alle finalità dei derivati. Altri aspetti, quali il meccanismo dei margini, sono analoghi a quelli in uso per altri contratti futures.






ForwardRate Agreement

Il forward rate agreement, detto anche brevemente FRA, è un contratto mediante il quale due soggetti si impegnano a scambiarsi un importo in denaro che viene determinato sulla base della differenza tra un tasso fisso concordato (contractrate) e un tasso di riferimento quale il LIBOR.
Chi acquista un FRA si impegna a pagare un importo commisurato al tasso concordato, chi lo vende si impegna a pagare un importo commisurato al tasso di riferimento. Alla scadenza il regolamento avviene per differenza: se l'acquirente deve pagare 1000 e il venditore 1100, sarà il venditore a versare la differenza di 100 all'acquirente.

L'acquirente potrebbe essere un soggetto che ha contratto un debito regolato a un tasso variabile; se questo tasso sale, l'acquirente del FRA riceve dalla controparte un importo analogo ai maggiori interessi che deve riconoscere al suo creditore. Il venditore potrebbe essere un soggetto che ha erogato crediti a un tasso variabile; se tale tasso scende, riceve dall'acquirente un importo analogo ai minori interessi che percepisce dal suo debitore.




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sabato 29 novembre 2014

Comunicare.

il Terzo settore.

Alexis Badi


Ci siamo.

Stiamo lavorando al terzo settore, a breve sarà canalizzato il video che tratta di questo argomento.
Preparazione del CEO Blogger: Alexis Bardi.

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Strumenti derivati - Stockindexfutures



Stockindex futures

I gestori di fondi comuni di investimento o di fondipensione e le compagniedi assicurazione effettuano cospicui e articolati investimenti in azioni e, pertanto, sono esposti al rischio di cadute generalizzate dei loro prezzi, ovvero di cadute degli indicidi borsa (cosiddetto rischio sistematico).
I contratti stock index futures, che prevedono il trasferimento di somme in contanti, consentono di tutelarsi. Se un soggetto A vende un contratto di 250.000 dollari sull'indice S&P500 a una data scadenza, accetta di versare 250 dollari per ogni punto di quello che sarà l'indice alla scadenza; chi acquista accetta invece di versare 250 dollari per ogni punto dell'indice attuale. Ciò comporta che, se l'indice scende chi ha venduto guadagna (versa meno di quanto riceve), se l'indice sale guadagna chi ha acquistato.
Si vede così che il possessore di un portafoglio ampio e variegato si copre dal rischio di una caduta generalizzata dei corsi di borsa vendendo stock index futures. Per intendere la convenienza ad acquistare, si può pensare a un soggetto che, convinto del rialzo di un indice tra tre mesi, non disponga di liquidità da investire nell'immediato; non può quindi acquistare titoli ora, ma può acquistare stock index futures in quanto, per farlo, deve versare solo il margine obbligatorio (analogamente a quanto avviene per gli interest rate futures e, in generale, per i contratti futures). Se l'indice di borsa salirà effettivamente, ciò gli consentirà di realizzare un guadagno analogo a quello che avrebbe realizzato se avesse potuto acquistare ora titoli e rivenderli dopo tre mesi.





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Strumenti derivati - Currencyfutures



Currencyfutures

Per intendere l'uso tipico dei currency futures, si può pensare a un'azienda americana che abbia venduto merci ad un'azienda tedesca concordando un pagamento di 1.000.000 di euro dopo due mesi. Trascorsi i due mesi l'azienda americana riceverà euro che potrebbero valere di meno a seguito di variazioni dei cambi e quindi, convertiti in dollari, comportare una perdita.
Per tutelarsi da tale rischio, l'azienda americana può stipulare contratti futuresche la obblighino a vendere (e contestualmente obblighino una o più controparti ad acquistare) 1.000.000 di euro a due mesi al tasso di cambio corrente. Potrebbe ad esempio stipulare contratti simili presso il Chicago Mercantile Exchange.






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Strumenti derivati-Interestrate futures


di Alexis Bardi



Interestrate futures

Gli interest rate futures possono essere usati per la copertura dei rischi derivanti da variazioni nei tassi di interesse, che possono incidere negativamente sul valore di un portafoglio di titoli a reddito fisso.
Ad esempio, una banca che acquisti titoli di Stato appena emessi dal governo americano per 1.000.000 di dollari è esposta al rischio di un aumento dei tassi di interesse. I possessori dei titoli hanno infatti diritto a percepire interessi annuali in misura prefissata; in particolare, se un titolo di durata ventennale ha un valore nominale di 100 dollari e offre interessi del 5%, per venti anni il suo possessore incasserà ogni anno 5 dollari. Se i tassi di interesse di mercato non variano, il possessore potrà in ogni momento vendere il titolo al nominale, in quanto il nuovo acquirente lucrerà comunque il 5% di interessi ogni anno. Se però ad un dato momento il tasso d'interesse di mercato su un titolo di pari durata aumenta al 7%, perché i 5 dollari annui della cedola uniti al differenziale tra prezzo d'acquisto e prezzo di rimborso (pari al valore nominale) garantiscano un tale rendimento il prezzo dei titoli acquistati dalla banca dovrà calare secondo la formula R=(C+(Vr-Pa)/n)/Pa x 100 dove: R=rendimento di mercato (7%), C=cedola del titolo (5%), Vr=valore di rimborso del titolo (100), n=durata residua del titolo in anni (per es. 10). Tralasciando l'incidenza delle ritenute fiscali, se ne ricava che il prezzo di acquisto del titolo a dieci anni dalla sua scadenza, per poter garantire interessi pari a quelli di mercato per i titoli decennali (7%), dovrà scendere a 88,23. Un aumento dei tassi di interesse comporta quindi una diminuzione del valore di mercato dei titoli, ovvero una perdita patrimoniale per la banca.
La banca può tutelarsi vendendo dieci contratti futures da 100.000 dollari ciascuno (taglio standard), cioè, in sostanza, sottoscrivendo l'impegno a vendere a 1.000.000 di dollari (alla pari) i suoi titoli ad una data prefissata. È ovviamente necessario trovare un acquirente, quindi qualcuno a cui interessi difendersi dal rischio di una diminuzione dei tassi di interesse (o uno speculatore), ma la conclusione dell'operazione è facilitata dal fatto che si tratta di dieci contratti distinti, ciascuno di taglio standard.
L'operazione, inoltre, non è conclusa direttamente con le controparti, ma con una struttura di intermediazione quale una borsa (per i titoli del governo americano si tratta del ChicagoBoard of Trade).

Acquirente e venditore di un contratti futures devono versare un deposito iniziale di garanzia, detto margine obbligatorio, pari a 2.000 dollari per ciascun contratto (il 2%). Inoltre, i contratti vengono sottoposti ogni giorno a valutazione secondo i valori di mercato (cosiddetto markingto market); un aumento del prezzo del sottostante comporta una potenziale perdita per chi si è impegnato a vendere, un potenziale guadagno per chi si è impegnato ad acquistare. Il potenziale guadagno aumenta il deposito di garanzia, la potenziale perdita lo fa diminuire; se tale diminuzione porta il deposito al di sotto del valore minimo obbligatorio (pari o poco inferiore al deposito iniziale), la parte che fronteggia la potenziale perdita deve versare denaro in misura tale da ripristinare il margine obbligatorio.




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