Il giornale delle Associazioni

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venerdì 31 ottobre 2014

Osservazioni di un mediatore creditizio sulla situazione dei mutui



di Alexis Bardi

Come ormai tutti sappiamo le banche in questo periodo hanno ridotto notevolmente lo spread applicato ai mutui prima casa (e di conseguenza, anche se un po’ meno, quello sul resto delle finalità).
Ad oggi troviamo spread che partono dall’1,95% al 2,30%.

OSSERVAZIONI:
1) La diminuzione di spread incide solamente su compravendite con un LTV (percentuale di intervento) del 50% massimo sul prezzo dichiarato.
2) Le altre trattative che presentano un LTV tra il 60% e l’80% sono regolate da spread che oscilla tra il 2,50% e il 2,90%.

La variazione di spread dipende anche dalla durata dell’operazione di mutuo.
La diminuzione di spread sta generando una convinzione abbastanza diffusa e non smentita dagli istituti di credito di una “riapertura dei rubinetti”  come chiamata in gergo bancario.
In realtà questa mossa servirà per immettere (si spera) nuova clientela sul mercato “MA I CRITERI DI APPROVAZIONE DELLE PRATICHE RIMARRANNO INALTERATI”.

ESEMPIO: 
Il sig. Mario Rossi e moglie che 6 mesi fa hanno richiesto un mutuo al tasso del 3% e che gli è stato rifiutato per insufficienza di reddito se oggi si presentano in banca per richiedere un mutuo al tasso del 2,30% avrebbero lo stesso identico problema (a meno che la differenza di tasso non abbia abbattuto notevolmente la rata mensile).

Questo non vuole essere un esempio per smorzare gli entusiasmi anche perché il mercato immobiliare sicuramente lo vivete come o più di me, ma spiegare realmente cosa stà accadendo in modo da affrontare con coscienza  il lavoro che da domani spero arriverà.

Articolo di Massimo Gabelli

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